La compagnia teatrale "teatro di stalla " nasce dalla volontà di portare la cultura teatrale "nelle mani e sulla bocca di tutti", dai bambini della scuola elementare, ai giovani e agli adulti di ogni estrazione sociale.
Le esperienze di ciascuno dei suoi componenti si sviluppano in luoghi e tempi diversi, ma la capacità di saper gioire e stupirsi anche nelle difficoltà, ha fatto sì che queste persone trovassero le giuste motivazioni per unirsi e fare teatro insieme, magari anche nel granaio, anche al freddo!

Il teatro dà la possibilità di non fermarsi alla recitazione, ma apre le strade alla "musica", al "cinema", all' "arte"…

Da qui la presentazione di uno spettacolo diventa studio del periodo storico, delle mode e dei costumi, delle musiche e dell’architettura e magari anche dell’alimentazione.

Si cerca di non lasciare nulla al caso, anche se si tratta di un particolare che forse non verrà neanche notato.

"Teatro di stalla" è una cosa semplice, già spiegata dal nome stesso che però alza il velo su una lunga e complessa tradizione presente in tante regioni d'Italia.

Nei lunghi mesi d'inverno, la terra riposa, anche la vita delle comunità agricole nelle cascine si fa meno intensa e gli orari di lavoro sono meno pesanti. La grande stalla è il luogo deputato per gli incontri.. 

Qui la gente si raccoglie, nelle sere d'inverno per parlare, stare insieme, mangiare, raccontare favole. Il gusto del racconto, della recita, dello spettacolo vive da sempre nell'animo del popolo. Qui, nella stalla, gruppi di contadini si riuniscono e preparano veri e propri spettacoli.  Allora si può ben chiamare “teatro di stalla” quella forma del raccontare e del recitare che per secoli si svolge in questi luoghi approfittando del calore animale e dell'ampiezza degli ambienti. Qua e là, in Lombardia e altrove, è capitato che in un vecchio baule conservato in soffitta, si sia ritrovato qualcuno dei copioni. Gli argomenti sono vari: si va dalla rielaborazione di storie che affondano le radici nel lontano Medio Evo fino ad altre ispirate da argomenti patriottici. Storie d'amore, di briganti o di eroi, ricche di ammaestramenti morali e un po' venate tutte da quella retorica che, secondo il popolo, è necessaria per dare dignità di rappresentazione al racconto, così come avviene un po' dovunque nell'immenso magazzino della nostra cultura popolare.

L'incarico di scrivere il copione toccava ai più colti cioè ai pochi che, in qualche modo, sapevano leggere e scrivere. Gli spunti sono tratti dalla cronaca che in qualche modo arriva fin nelle campagne più lontane portata dai cantastorie itineranti oppure raccolta alle fiere, ai mercati. D'estate il "teatro di stalla" diventa teatro di "corte", perché recitato nei cortili, ed assume coloriture più vivaci e festose, adatte alle feste dei matrimoni o a quelle del calendario agricolo come il raccolto, la mietitura o la vendemmia.

Questa tradizione, questo uso è stato vivo anche qui da noi, alla Cascina Ronco e qualcuno degli anziani ne conserva la memoria.

Il nome della nostra compagnia si ispira a quella memoria e ad essa vuole rendere omaggio.